C’è una scatola in fondo a un armadio che non apriamo mai. Dentro ci sono cose senza valore di mercato: un biglietto del cinema, una pietra raccolta in una spiaggia vent’anni fa, un bottone. Eppure quella scatola pesa più di qualsiasi oggetto prezioso. Ker, musicista scozzese dal percorso inconsueto, ha deciso di dedicare a questi frammenti di esistenza il suo nuovo singolo “Lofty Thoughts”, terza traccia estratta dall’album d’esordio “Converging Paths” in uscita nei prossimi mesi.
Il brano si muove su un tappeto melodico che ricorda da vicino le atmosfere più rarefatte dei Pink Floyd dell’era gilmouriana. Chitarra elettrica che disegna archi larghi, un fraseggio che nella seconda parte si fa più intenso e malinconico senza mai perdere quella leggerezza impalpabile che caratterizza l’intero pezzo. La voce di Ker non si impone, si adagia. Accarezza le parole come si farebbe con quegli oggetti di cui canta.
Il tema è il valore affettivo delle cose. Non quelle importanti, non i cimeli di famiglia tramandati con solennità. Ker parla degli oggetti casuali, quelli che finiscono in un cassetto e restano lì per anni senza che nessuno si chieda perché. Il loro significato non sta nel prezzo né nella rarità, ma in qualcosa di più sottile e privato: una connessione che solo chi possiede quell’oggetto può capire. L’approccio dell’artista è comprensivo, mai giudicante. Osserva questa tensione tra valore reale e valore sentimentale con la curiosità di chi sa che dietro ogni piccola cosa si nasconde una storia che aspetta solo di essere ascoltata.

La biografia di Ker è singolare quanto la sua musica. Nato a Edimburgo, ha lavorato per anni nel marketing di multinazionali, tra caffè, whisky e champagne. Poi, nel 2014, una chitarra in un negozio di musica a Kalispell, Montana, ha cambiato tutto. L’incontro con musicisti locali, le prime lezioni, la scoperta della teoria musicale e del pianoforte. Da lì la decisione di trasformare vecchie poesie in canzoni, di costruire melodie che guardano verso l’esterno, che cercano di risuonare con chi ascolta senza chiudersi in un intimismo fine a se stesso.
“Lofty Thoughts” è esattamente questo: un invito a fermarsi, a guardare gli oggetti che ci circondano con occhi diversi, a riconoscere che a volte il peso delle cose non si misura in grammi ma in emozioni. Un rifugio sonoro per chi cerca nella musica non l’effetto speciale, ma quella malinconia leggera che accompagna senza opprimere. Come una scatola chiusa in un armadio, che aspetta solo di essere aperta.
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