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“Cagliostro” di Enrico Gal: quando il cantautorato smaschera i falsari contemporanei

Nel Settecento, Giuseppe Balsamo da Palermo si inventò un titolo nobiliare, una vita di avventure e un’abilità quasi sovrannaturale nell’ingannare le corti europee. Lo conosciamo come Conte di Cagliostro, uno dei più celebri impostori della storia. Tre secoli dopo, Enrico Gal, cantautore ferrarese, ne riporta in vita la figura non per un esercizio di archeologia, ma per fotografare il presente. Il suo nuovo singolo “Cagliostro”, in uscita il 20 marzo, è uno specchio teso alla contemporaneità: se nel Settecento l’impostore era un caso isolato, oggi i Cagliostro sono intorno a noi, in ogni dove.

Il brano, terzo estratto dall’EP “Navigo a Vista” (in arrivo il 10 aprile per (R)esisto Distribuzione), prende spunto dalla figura storica per sviluppare una riflessione amara ma lucida. Politica, società, social network: ovunque Gal scorge i tratti del ciarlatano moderno, colui che promette meraviglie, vende illusioni, costruisce la propria immagine su fondamenta di fumo. E lancia una domanda che attraversa tutto il pezzo: quanto siamo disposti a cambiare, fidarci e riconoscerci in queste figure che circondano il nostro quotidiano? Non è una questione di ingenuità, ma di meccanismi più profondi: il bisogno di credere in qualcosa, la fatica di distinguere il vero dal falso, la tentazione di affidarsi a chi parla con sicurezza anche quando le fondamenta sono fragili.

Registrato al Magiari Sound Factory Studio di Ferrara, il singolo porta la firma produttiva di Michele Guberti (Massaga Produzioni) e la direzione artistica di Massimiliano Lambertini. Il suono di Gal si muove tra pop, folk e indie, un equilibrio che rende la sua critica sociale accessibile senza appiattirla. C’è una tradizione cantautorale che attraversa il brano, ma filtrata da un linguaggio moderno, viscerale, che parla a chi ha bisogno di parole vere in un’epoca di echi distorti.

Enrico Gal ha iniziato a pubblicare nel 2024 con i singoli “Un secondo” e “Abbagli”. “Cagliostro” è il terzo passo verso “Navigo a Vista”, EP che conterrà anche “Controluce”, brano realizzato con Omar Pedrini. Il titolo dell’EP – “navigo a vista” – racconta già l’approccio dell’artista: procedere senza mappe certe, fidarsi dell’intuito, guardare il mare e scegliere in base a ciò che si vede, non a ciò che si promette. Forse l’unico antidoto possibile, in un’epoca di navigatori che vendono rotte fasulle. Perché la vera sfida, oggi, è distinguere il vero Cagliostro dal marinaio che guarda davvero l’orizzonte.

www.instagram.com/enrico___gal

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