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Lonely Wanderer: “I Will Survive” e il rock melodico che non cerca consolazione

Dopo l’urto iniziale del suo primo singolo “Hellfire”, Lonely Wanderer cambia registro senza smarrire la rotta. Il secondo singolo, “I Will Survive”, è un rock melodico che sposta l’attenzione dalla rabbia alla resistenza, dalla combustione alla persistenza. Non è un inno trionfale, non è una mano tesa che promette facili guarigioni. È piuttosto la fotografia di qualcuno che ha scelto di restare in piedi, nonostante tutto, e che trasforma quella scelta in musica.

La produzione è curata nei minimi dettagli, un lavoro cesellato che non ha paura di mostrare le proprie cuciture. Le armonizzazioni dei cori avvolgono senza soffocare, creando un contrappunto che solleva il brano senza renderlo aereo. La voce principale si muove con un graffio controllato, una ruvidità che non cerca di nascondere la propria umanità ma anzi la mette in primo piano. C’è l’eredità dei grandi gruppi rock citati dall’artista – i Metallica delle ballad e di un certo riffage, gli Scorpions della melodia potente, i Queen delle armonie vocali – ma tutto viene filtrato attraverso una sensibilità personale, quasi intima. Come se quelle influenze fossero state assorbite, digerite, restituite in una forma nuova.

Il progetto Lonely Wanderer è nato in modo inusuale: per anni il suo creatore ha scritto poesia, mentre la musica restava un richiamo sullo sfondo. Non suonare gli ha permesso di restare ancorato alla parola, alla precisione del linguaggio. Poi, nel dicembre 2024, due eventi hanno cambiato la rotta: la nascita di sua figlia e la decisione di trasformare quei versi in canzoni. “I Will Survive” arriva dopo quel punto di svolta, e si sente. Non c’è la tentazione di mostrare virtuosismi gratuiti, né di inseguire mode. C’è la volontà di costruire qualcosa che resti.

Il brano si muove su coordinate precise: melodico ma carico, accessibile ma mai banale. La scelta dell’anonimato non è un vezzo, ma parte integrante del messaggio. L’artista lavora in un settore ordinario, mantiene la famiglia con un impiego quotidiano, e costruisce questo progetto nelle ore che richiedono pazienza e convinzione. Non cerca visibilità personale, non insegue palcoscenici. Vuole solo che le sue canzoni trovino le orecchie giuste, quelle di chi ha bisogno di sentirsi dire che resistere è possibile anche quando non si ha alcuna certezza.

“I Will Survive” è il secondo passo di un cammino che procede con costanza, un brano al mese, senza fretta ma senza sosta. E mentre lo ascolti, ti accorgi che la forza non sta nel gridare più forte degli altri, ma nel saper modulare la voce, nell’avere il coraggio di mostrare anche la fragilità che c’è dietro la determinazione. Forse è questa la vera sopravvivenza: non essere invincibili, ma continuare a credere che valga la pena di esserci.

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