Vai al contenuto

Chitarra battente, letteratura e viaggi nell’anima: il nuovo disco di Stefano Nerozzi

C’è uno strumento che assomiglia a una chitarra classica, ma non lo è. Ha la cassa più allungata, le corde metalliche disposte a doppia mandata, un suono che profuma di Mediterraneo. Si chiama chitarra battente, e Stefano Nerozzi – fondatore della storica band pistoiese òvera – l’ha fatta sua. Dopo averne appreso i segreti dal maestro calabrese Francesco Loccisano, ha deciso di dedicarle il quarto album solista, “Rayuela (il gioco della campana)” , disponibile da oggi in vinile e digitale per Vrec.

Nerozzi non si limita a suonare. Costruisce mondi sonori che pescano a piene mani dalla letteratura mondiale. Ogni traccia è ispirata a un libro, a un autore, a una pagina che gli è rimasta addosso. Il titolo stesso è un omaggio a Julio Cortázar e al suo romanzo labirintico, dove il lettore può scegliere l’ordine dei capitoli. Così, nel disco sfilano le opere di Marcel Proust, Anton Čechov, José Saramago, Paul Auster, Ray Bradbury, Yukio Mishima, Raymond Carver. E poi John Williams, con il suo “Stoner” – forse il romanzo più amato dai musicisti, una storia silenziosa di passione e ostinazione.

La musica di Nerozzi non insegue la complessità fine a se stessa. È fatta di timbriche ricche, sfumature, effetti che non sovrastano mai la melodia. C’è dolcezza, in questi pezzi, ma anche un’inquietudine che viene dai libri che li hanno ispirati. “Quante felicità possibili” (da Proust) è un tuffo nella memoria involontaria. “William Stoner” è un ritratto sonoro di chi ha scelto la coerenza contro tutto. “Auster” (da Paul Auster) gioca con il caso e le coincidenze. “Carminio” è l’unico brano ispirato a un autore vivente, Stefano Salmoria, e chiude l’album con una luce rossa e vibrante.

A circondare la chitarra battente di Nerozzi ci sono musicisti preziosi: Gabriele Gai, che ha anche curato la registrazione nel suo Needle Studio a Serravalle Pistoiese, suona batteria, percussioni, contrabbasso, pianoforte e campionamenti. Filippo Brilli al sax soprano, Paolo Ciampi al trombone, Donatella Mencarelli al flauto, Giulia Nuti alla viola, Cristiano Sacchi al violoncello. E poi di nuovo Francesco Loccisano, che compare nel brano “Anna” (da Čechov), come un segno di gratitudine e continuità.

La copertina, stampata su vinile 180 grammi, è un’opera originale di Michaela Kasparova, artista boema di nascita e lucchese d’adozione. Un tratto che sembra disegnato con la stessa delicatezza con cui Nerozzi pizzica le corde.

“Rayuela (il gioco della campana)” non è un disco di esibizione. È un disco di ascolto. Ogni traccia invita a chiudere gli occhi e a immaginare pagine che si voltano, personaggi che prendono vita, paesaggi interiori che si aprono come libri. Stefano Nerozzi, dopo anni di sperimentazioni con effettistica e loop, è tornato all’essenza. E l’essenza, a volte, ha la forma di una chitarra battente e la sostanza di una biblioteca intera.

Contatti: stefano.nerozzi68@gmail.com

SFOGLIA GRATUITAMENTE BRIOMAGAZINE IL NOSTRO MENSILE ONLINE PIENO DI NOTIZIE DAL MONDO UNDERGROUND: https://www.magcloud.com/browse/magazine/3163084
Puoi sostenerci acquistando la copia di BrioMagazine in pdf al costo di solo 1$

Prima di andare via segui la nostra playlist spotify e iscriviti alla newsletter per rimanere in costante aggiornamento sulle news giornaliere di BrioMediaGroup: per te è gratis ma per noi fa la differenza e ci aiuta a crescere!
Segui il canale BrioMediaGroup su WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029Vb7WbpT8aKvAq24uyt2x
Per segnalazioni e comunicati stampa: brioradioweb@gmail.com