C’è un momento, nel percorso di un amore, in cui il confine tra sogno e realtà si assottiglia fino a sparire. Le cose che hai vissuto diventano ricordi, ma i ricordi hanno la stessa consistenza dei desideri che ancora non hai realizzato. Alexandre Laugier, pianista e cantante parigino di ventisei anni, ha costruito il suo album d’esordio su questo confine labile. “What a Dream it is” , uscito il 28 gennaio, è una traversata emotiva in dieci tappe, dall’ebbrezza dell’inizio alla malinconia della separazione, fino a una ritrovata pace interiore.

Laugier arriva al jazz dopo una formazione multidisciplinare: pianoforte e tromba da bambino, poi il Cours Florent, dove ha studiato teatro musicale imparando a fondere canto, recitazione e danza. Ha calcato palchi importanti – il Festival d’Avignon con la compagnia “Hôtel du Pin Sylvestre” – e ha affinato una presenza scenica magnetica. Ma è al pianoforte che si racconta meglio. Il suo stile attinge all’eleganza di Frank Sinatra e alla verve virtuosistica di Peter Cincotti, ma innesta anche elementi rock e pop che ricordano la colonna sonora di “La La Land” : quella stessa capacità di far dialogare la tradizione con un’urgenza narrativa contemporanea.
Ciò che rende “What a Dream it is” speciale non è solo la musica, ma il modo in cui Laugier racconta l’amore: non come un sentimento lineare, ma come un’esperienza straniante, fatta di attese e slanci, di attaccamenti e distacchi, di domande che restano senza risposta. Il linguaggio delle sue canzoni – sognante e insieme lucido, malinconico ma non disperato – trasforma la storia d’amore in una ricerca filosofica: cosa significa amare davvero? È possibile vivere l’estasi senza poi sprofondare nell’assenza? E la pace interiore, alla fine, è un punto di arrivo o una rinuncia? Laugier non fornisce risposte. Le lascia sospese tra una nota di pianoforte e l’altra, affidando all’ascoltatore il compito di completare il senso.
L’album è stato registrato con un quartetto jazz di fidati collaboratori (basso, batteria, sassofono, flauto e armonica), che donano calore e autenticità a ogni traccia. Laugier ha scritto, composto e arrangiato tutto, e si è anche esibito in un concerto di lancio al mitico Sunside di Parigi. I testi sono in inglese, e raccontano una storia d’amore appassionata e universale, senza cadere nel cliché. Non c’è bisogno di tradurre: la musica, il fraseggio, le dinamiche tra piano e voce parlano da sole, raccontando le vertigini del cuore con una precisione che solo la musica sa avere.
Alla fine, ciò che resta è la sensazione di aver attraversato un sogno ad occhi aperti. E la consapevolezza che, come nei sogni, non importa quanto siano reali le cose che abbiamo vissuto. Importa che ci abbiano cambiato.
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