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Giù da un burrone a tutta velocità: OpCritical e l’America che non riconosce più se stessa

Il gioco si chiamava Road Rash. Motociclette, violenza senza regole, catene e nocche che volavano in piena corsa. Nessuna conseguenza. Solo adrenalina e macelli asfaltati. Qualcuno, a un certo punto, ha pensato che fosse il simbolo perfetto per descrivere l’America di oggi. E ha avuto ragione. OpCritical, band nata nel 2026 con un solo scopo – essere una voce per chi crede ancora nella decenza, nella tolleranza, nell’onestà e nello stato di diritto –, ha costruito il video di “Not My America” su quella metafora. La macchina corre nel deserto, esplode, si schianta. Alla fine, finisce giù da un burrone. E non c’è nessuno che fermi il gioco.

Il brano è un pugno che parte da lontano. Si apre con un ritornello ossessivo, ripetuto come un mantra: “This is not my America”. Poi arriva la strofa. La voce si fa cantilenante, quasi infantile, con una melodia che sale e scende come una ramanzina che si fa a un bambino capriccioso. Solo che qui il bambino capriccioso non è un bambino. È l’istituzione che detiene il potere. È la politica spettacolo, la crudeltà normalizzata, la divisione eretta a sistema. Il cantante non urla. Fa la ramanzina. Morbida nella forma, pesantissima nelle parole. È una strategia geniale: perché la rabbia urlata si può ignorare, la cantilena no.

Il testo gioca su un contrasto netto: da un lato l’educazione ricevuta, fatta di orgoglio e valori positivi; dall’altro le condotte attuali che di quell’orgoglio non lasciano traccia, sostituito da una vergogna profonda e inconfessabile. A interrompere il flusso delle strofe, un richiamo disperato, quasi un singulto – una richiesta di pace e verità che si ripete come un’ancora di salvezza in mezzo al naufragio. La musica è punk energico e melodico, una base che ti fa muovere la testa mentre ascolti parole che parlano di veleni sociali, di indifferenza, di bugie ripetute fino a diventare verità.

OpCritical non insegue la fama. I membri non contano, conta il messaggio. E il messaggio è semplice: l’America che hanno cercato di venderci – quella del sogno, dell’accoglienza, della gratitudine – è stata sostituita da una corsa senza regole verso il baratro. Il video lo mostra. La canzone lo canta. E la cantabilità di questo pezzo, la sua capacità di entrare in testa e restarci, è la sua arma più potente. Perché se un messaggio politico diventa un orecchiabile, può davvero viaggiare. Può davvero arrivare a più orecchie possibili. E ce n’è assolutamente bisogno.

https://opcritical.com
https://soundcloud.com/opcritical
https://www.youtube.com/@OpCritical

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