Ci sono musiche che ti prendono per la gola e musiche che ti prendono per il tempo. “Midnight” di Richard Green appartiene alla seconda categoria: l’ascolti e qualcosa dentro si ferma, rallenta, osserva.
Richard Green è un musicista, chitarrista e compositore italiano, ma dal 2012 vive tra Milano e Londra, città dove si è formato e ha ottenuto i suoi diplomi musicali. La sua storia è quella di un artista che non sta mai fermo: dopo un esordio sperimentale con “Dark Horses” nel 2020, ha iniziato a costruire un progetto ambizioso, una trilogia neoclassica composta da tre EP: A Journey (2021), The Circle Closes (2023) e First Light (2024). “Midnight” è il secondo singolo estratto dal primo capitolo, A Journey, ed è stato registrato quattro anni fa allo Studio Elfo, vicino Piacenza, con due collaborazioni d’eccezione: la pianista Irene Veneziano, una delle interpreti classiche più apprezzate in Italia, e l’ArchiMia Strings Quartet, che ha accompagnato importanti cantautori italiani.
Il brano è una ballad malinconica, quasi cupa, ma con una luce nascosta. Richard lo descrive come il momento esatto in cui un giorno finisce e un altro inizia – mezzanotte, appunto – e l’atmosfera che ne esce è sospesa, cinematografica, potentemente evocativa. Non è musica classica in senso stretto, e non è neanche pop: è quel territorio di mezzo dove gli archi incontrano suoni moderni, dove la tradizione respira aria nuova.
Oggi, a distanza di anni, Richard sta rilanciando “Midnight” perché la trilogia è finalmente completa. Ma mentre guarda indietro a questo progetto, ha già lo sguardo altrove: due nuovi EP in arrivo quest’anno, uno di electro/techno e uno di electro/hiphop. Perché la versatilità, per lui, non è un vezzo: è una necessità.
Ho chiacchierato con Richard per farmi raccontare come si costruisce un brano senza tempo, cosa significa lavorare con musicisti del calibro di Irene Veneziano, e perché a volte un pezzo scritto anni fa può aspettare il momento giusto per essere ascoltato.

Benvenuto su BrioMediaGroup, Richard. “Midnight” è un brano uscito quattro anni fa ma che stai rilanciando solo ora. Perché questo tempismo? Cosa è cambiato nel frattempo che ti fa dire “ok, è il momento giusto per farlo ascoltare di nuovo”?
Onestamente è dipeso da molti fattori, in primis l’ idea iniziale era un solo EP ma poi ho deciso di crearne una trilogia. Riguardo all uscita non è propriamente cosi perchè l’ep che comprende il brano “Midnight” è uscito sotto etichetta , ed anche in cd fisico, 4 anni fa ma per problemi personali sommati a divergenze con l etichetta,(Radiocoop) a distanza di poco più di un anno ho messo in pausa tutto il lavoro ed anche chiuso la collaborazione…quindi ho deciso di completare la trilogia (anche perchè avevo questioni personali da risolvere e mi son limitato a comporre musica in quel periodo) e solo in un secondo momento dedicarmi all aspetto promozionale del progetto. Tutto è stato rilasciato (ed il primo Ep -A journey- per la seconda volta nel 2024/2025, incluso il Brano Midnight, che ribadisco non è propio recente)
Comunque è un bene perchè adesso riceve sicuramente più visibilità di 4 anni fa.
Il brano è stato registrato allo Studio Elfo, una realtà importante in Italia, con Irene Veneziano e l’ArchiMia Strings Quartet. Com’è stato per te, compositore, entrare in studio e affidare le tue musiche a interpreti di quel livello? C’è stata paura o solo fiducia?
Anche qui c’è un chiarimento: Irene, anche lei a causa di un periodo assai complicato nel personale, ha registrato nel suo studio mentre io son andato in studio con gli Archimia. In generale , essendo stata la mia prima esperienza lavorativa con musicisti professionisti di alto profilo, inizialmente ero un po confuso anche perchè avevano tutti 10 anni in più di me, ma si son dimostrati persone speciali e di una gentilezza e disponibilità rara, quindi poi è andato tutto al meglio anche grazie al tipo di persone che si sono dimostrate ed a cui son realmente grato.
Parli di Irene Veneziano come “una delle migliori pianiste classiche che abbia mai incontrato”. Cosa ti ha colpito di lei, musicalmente e umanamente, durante la lavorazione? E cosa ti porti ancora oggi di quell’incontro?
Credo che il suo Curriculum musicale parli da se, con circa quasi 80 riconoscimenti conseguiti in circa 8 anni in vari concorsi di pianoforte nazionali e internazionali, oltre ad aver suonato in molti teatri di fama mondiale.
Lei si è dimostrata , umanamente parlando, una persona splendida e dopo anni si è creata una sorta di amicizia. Riguardo all’ incontro , direi la casualità, perchè la collaborazione è nata via social nel periodo Covid, e lei, avendo tutti i suoi concerti cancellati per l emergenza mondiale, era disponibile a registrare dei brani. Da li la collaborazione è continuata per quasi 5 anni anche per altri progetti.Posso dire che forse, senza il periodo Covid, questa collaborazione non sarebbe mai nata….
“Midnight” vuole rappresentare il passaggio tra un giorno e l’altro, la fine e l’inizio. È un’immagine potente, ma anche molto personale. A cosa pensavi mentre la scrivevi? Cosa finiva e cosa iniziava per te, in quel momento?
Il concetto del brano in primis va messo nella trilogia completa, composta dai tre EP (A Journey- The Circle closes- First light) e midnight vuole rappresentare il raggiungimento della fine del giorno….Non tanto il passaggio dall’oggi al domani, ma il passaggio dalla vita terrena a qualsiasi cosa ci potrà essere dopo…..Personalmente son state le motivazioni che mi hanno portato a creare questa trilogia, ma il Brano è riferito alla storia di questo progetto, storia narrata dai 3 Ep…Naturalmente , mentre la scrivevo, mi immergevo nell idea di un uomo che sta raggiungendo la fine e mi piace pensare che pensiamo alle cose belle , come i nostri cari e i nostri amori. Ecco perchè ho voluto ricreare il feel di una Ballata, un po cupa e nostalgica ma anche dolce, e per fare ciò, tecnicamente parlando, ho scritto il brano in 6/8 anziché il più comune 4/4.
La tua musica mescola classico e moderno, ma senza snaturare né l’uno né l’altro. Come si trova l’equilibrio? È un lavoro razionale o istintivo?
UN mix di razionalità e istinto musicale. Il progetto è nato anche come collaborazione con la pianista Irene Veneziano. Essendo una pianista classica, dovevo capire come introdurla nel progetto, altrimenti non le sarebbe interessato. Quindi gli elementi classici son voluti e ricercati, mentre quelli più moderni vengon dal mio istinto musicale, cresciuto con chitarra e Pop/rock/Funky….si è creato quel mix che ritengo assai originale.
La cosa divertente è che fino a quel giorno non avevo alcun tipo di esperienza con musica classica, solo degli ascolti ai tempi della mia laurea come musicista e qualche studio , sempre nel mio corso di laurea, di strumenti classici come archi ,pianoforti e orchestre, ma non avevo mai composto personalmente alcun brano classico o simile. Possiamo dire che l’ep “A journey”, (il primo della trilogia e quello che include Midnight) sono le mie primissime 5 composizioni classiche(moderne) mai realizzate fino ad all ora, ne per studio e nemmeno per motivi personali. Però mi ero divertito molto: altro motivo per cui ho voluto portare il progetto da un solo Ep a 3.

Sei un musicista che si muove tra generi molto diversi: neoclassico, electro/techno, hiphop. C’è un filo rosso che lega tutto, secondo te? O sei semplicemente qualcuno che si annoia a stare fermo in un solo posto?
All inizio era più per un discorso di pratica, perchè ogni stile musicale ha le sue caratteristiche e c’è qualcosa da imparare in ognuno di essi. In un secondo momento mi son detto “quale vuol essere la mia caratteristica?? quale la mia “firma” con cui mi differenzio dalla massa??”. Fu in quel momento che decisi di variare il più possibile. Forse può essere strano per molti, ma l’idea è farmi riconoscere come uno che sa affrontare un range molto vasto di stili musicali, ben sapendo che un discorso del genere richiede più tempo che focalizzarsi su un unico genere…credo.
La trilogia A Journey, The Circle Closes, First Light è ora completa. Guardandola indietro, con gli occhi di oggi, cosa rappresenta per te? E se dovessi scegliere una parola per descriverla, quale sarebbe?
Credo sia stato il vero inizio della mia carriera musicale ed a livello personale, il riuscire a collaborare con certi musicisti di altissimo livello mi ha dato molta autostima, cosa che mi mancava fino a quel momento ed avevo sofferto pure ai tempi dell università.
Nei prossimi mesi usciranno due nuovi EP, uno electro/techno e uno electro/hiphop. Sono mondi lontanissimi dal neoclassico. Come ti prepari a questi salti? C’è un artista o un disco che ti sta ispirando in questa nuova fase?
Onestamente non c’è una preparazione specifica. Questo è anche figlio dei miei lavori passati. Prima di iniziare a vendere musica, (siamo nel 2019-2020) mi diedi un anno per comporre più brani possibili, ed alla fine ne feci quasi 200. Erano idee musicali e molte di esse sono state scartate ma erano anche idee dove affrontai molti generi musicali. Inoltre io compongo in primis per me stesso, dato che mi fa sentire “Bene”.
Quindi i brani che vendo sono solo la meta di quelli che compongo, alcuni son personali e li tengo nel mio privato. Brani elettronici o con chitarra più funky/hiphop li ho sempre fatti, solo che all inizio non raggiungevano certa qualità o semplicemente venivano messi da parte.
Vivi tra Milano e Londra, due città che pulsano in modo diverso. Quanto influisce il luogo in cui sei sulla musica che scrivi? E cosa ti dà Londra che Milano non ti dà, e viceversa?
Ora son stabile a Milano da un anno e mezzo, anche se ogni tanto tornerò sicuramente a Londra.
A Londra ero più focalizzato sulla musica, ma son rientrato in Italia anche per motivi familiari, quindi ovvio che tra famiglia e altro qui posso aver più distrazioni. Per le mie composizioni cambia poco perchè in generale, la mia principale fonte di ispirazione sono le mie esperienze personali , che sian vissute d’estate in vacanza, a Londra o in montagna.
Ultima domanda: a chi vorresti che arrivasse “Midnight” oggi, nel 2026? C’è un ascoltatore ideale che immagini – qualcuno che magari ha bisogno di fermarsi un attimo, di ascoltare il passaggio tra un giorno e l’altro, e di sentirsi meno solo in quel silenzio? Prenditi poi pure, se ti va, lo spazio che ti serve per un messaggio diretto ai nostri lettori. Grazie per il tuo tempo.
Non ho mai pensato ad uno specifico ascoltatore ideale, ritengo la musica molto soggettiva…..L’ascoltatore ideale forse è quello che in quel momento della sua vita ci trova qualcosa nel brano, si connette ad esso, ed è il motivo per cui compongo musica, per mettermi in contatto con le persone, raccontare in musica le mie esperienze, delle storie, delle emozioni. Non posso sapere se c’è un ascoltatore ideale, mi piace solo pensare di riuscire a trasmettere a qualcuno, una immagine o un ricordo attraverso la mia musica…
In ultimo, ringrazio voi per avermi permesso di parlare della mia musica e ringrazio tutti coloro che leggeranno l intervista e magari la ascolteranno. Altri progetti musicali otre questi due Ep di quest’anno arriveranno…..mille grazie a voi,
Richard Green
Intervista a cura di Bruno Giraldo
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