C’è un momento in cui le parole diventano una necessità fisica. Non scriverle significherebbe trattenere un respiro troppo a lungo, fino allo scoppio. Stefano Giambastiani, al secolo SOLO1981, trasforma questa urgenza in “V_WEIRD”, il quinto album del suo progetto solista, disponibile dal 20 febbraio 2026 in formato CD e digitale per Karma Field Records. Un disco che è insieme un grido e una carezza, una discesa nelle zone d’ombra e un tentativo disperato di riemergere.
Dopo il singolo “MOONDANCE (ACRILICO SU TELA)” che aveva anticipato l’immaginario del nuovo lavoro, l’album completo si presenta come un corpo unico di otto tracce. Sei in italiano, due in inglese, di cui due poesie trasformate in musica. Il suono viaggia su binari che incrociano elettronica, post-punk e alternative rock, ma la direzione è sempre e solo quella di Giambastiani: personale, anticonformista, lontana da ogni etichetta comoda. Le atmosfere si alternano tra l’oscurità più profonda e l’esplosione rabbiosa di riff potenti, sorretti da tastiere visionarie che aprono squarci inaspettati.
Ma è nei testi che l’album mostra la sua anima più nuda. Giambastiani scrive per non dimenticare chi è, per tenere insieme i pezzi di un’esistenza che si muove tra errori, insegnamenti, cadute e risalite. “Acrilico su tela per carpire le emozioni / Il critico la sera dentro le televisioni”, canta in uno dei passaggi più graffianti, liquidando con ironia amara chi giudica senza creare. E poi il mantra che si ripete: “Non ho tempo per avere tempo / Non ho senso per avere senso”. Parole che fotografano l’ansia di un’epoca che corre senza direzione.

“V_WEIRD” è anche un album di domande. La più potente arriva in “MOONDANCE”: “No one can hear you, nel silenzio / siamo soltanto gocce di un mare infinito”. Cosa resta di noi, della nostra voce, in un oceano che non ascolta? Come si fa a costruire qualcosa di sensato, “qualcosa che sia più dolce dell’amaro”? L’album non dà risposte facili, ma tiene aperta la ferita, la esplora, la trasforma in materia sonora.
L’uscita è curata nei dettagli: su Bandcamp l’album è disponibile in digitale con un libretto PDF di 12 pagine che contiene tutti i testi, un gesto che restituisce alla parola la sua importanza fisica. La promozione estera è affidata a Wanikiya Records, partner del progetto. Il disco è stato registrato da Matteo Teani alla Tana del Lupo di Lucca, mixato e masterizzato da Rosario Magazzino al Temple of Noise Studio.
SOLO1981 si mette a nudo senza protezioni. Lo fa con la consapevolezza di chi ha attraversato il fuoco e ne è uscito con qualche cicatrice in più, ma anche con la certezza che la vita è fatta di musica e parole. E quando queste premono dentro, devono uscire. Per dare una scossa, per lasciare qualcosa, per ricordare a chi ascolta che anche nella zona grigia si può trovare il coraggio di aprire le ali e volare lontano.
Facebook: https://www.facebook.com/soloproject1981
Instagram: https://www.instagram.com/solo1981_
Bandcamp: https://solo1981.bandcamp.com
SoundCloud: https://soundcloud.com/soloproject1981
Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/10r7gweoN0bYSZh8E409r
SFOGLIA GRATUITAMENTE BRIOMAGAZINE IL NOSTRO MENSILE ONLINE PIENO DI NOTIZIE DAL MONDO UNDERGROUND: https://www.magcloud.com/browse/magazine/3163084
Puoi sostenerci acquistando la copia di BrioMagazine in pdf al costo di solo 1$
Prima di andare via segui la nostra playlist spotify e iscriviti alla newsletter per rimanere in costante aggiornamento sulle news giornaliere di BrioMediaGroup: per te è gratis ma per noi fa la differenza e ci aiuta a crescere!
Per segnalazioni e comunicati stampa: brioradioweb@gmail.com