Nel 1982, in via Casoretto, apriva i battenti il Real Sound Studio. Quarantaquattro anni dopo, quello stesso luogo ospita un atto di resistenza musicale collettiva. “Milano Underground – Live to Tape” è la compilation che DJ Henry, Roberto Gramegna di Rocketman Records e Ettore “ette” Gilardoni hanno cucito addosso alla città, registrando dodici band in presa diretta su un registratore a nastro Ampex. Il vinile, in uscita il 21 febbraio 2026, è un manifesto che suona.
L’operazione nasce da una diagnosi spietata: Milano rischia di essere percepita solo come un ingranaggio di consumo alienante, un centro nevrotico dove l’industria dell’intrattenimento ha fagocitato gli spazi per la creatività dal vivo. La risposta di questi ideatori e musicisti è un’ostinazione artigianale. Si poteva distribuire in digitale, subito, con un clic. Hanno scelto invece il vinile, la registrazione analogica, la performance che non concede ritocchi. Perché ciò che cercano non è la perfezione, ma la verità di uno scatto sonoro.
Le band radunate sono, con poche eccezioni, formazioni recenti. Gli Hiroshima Dandies, gli Swanseas, i Take Death, i Plateaux, i Right Profile, i Brightest Room sul lato A; Gasco, Stella Diana, Red Moon Heroes, Golden Eggs, Lato e The Mads sul lato B. Ognuna ha portato un brano inedito, inciso vivo in studio, senza rete. Il risultato è uno spaccato geologico del sottosuolo musicale milanese: strati di indie rock, post-punk, wave e cantautorato elettrico che emergono con una chiarezza sporca, lontana anni luce dalle produzioni asettiche dell’intelligenza artificiale.

La scelta di ritardare la distribuzione digitale non è snobismo, ma una dichiarazione politica. In un’epoca di flussi infiniti e consumi mordi-e-fuggi, “Milano Underground” chiede all’ascoltatore un gesto opposto: cercare il disco nei negozi indipendenti, incontrarlo ai concerti promozionali al C.I.Q. , ordinarlo dal sito di Rocketman Records. È un invito a rallentare, a possedere fisicamente un frammento di questa energia.
Davide De Polo, figura storica della scena dagli anni Novanta, ha offerto il suo supporto. Le tre date live – il 20, 21 febbraio e il 14 marzo – vedranno le band esibirsi portando dal vivo i brani incisi su nastro. Il cerchio si chiude dove tutto è iniziato: nel rumore autentico di corpi che suonano insieme, nella sala prove, nello studio, sul palco.
“Milano Underground” non è una compilation antologica. È una fotografia scattata mentre i soggetti si muovono. È la prova che, nonostante tutto, questa città continua a produrre idee, relazioni, suoni. Che il suo vero metabolismo non è quello delle criptovalute e dei grattacieli, ma il battito irregolare di una cassa in via Casoretto, impresso per sempre sul nastro che gira.
LISTENING PARTY
Giovedì 12 febbraio da Psycho Dischi
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