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Minutiae di Fabio Anile: la pazienza del tempo e la forza della melodia

Il tempo, nella musica, non è mai solo una misura. È materia, respiro, architettura. Per Fabio Anile, pianista e compositore siciliano con quasi trent’anni di ricerca alle spalle, il tempo è da sempre il tema centrale. Nel nuovo album “Minutiae”, pubblicato dalla britannica RareNoise Records, quella riflessione raggiunge un punto di maturità: otto tracce dove minimalismo americano, melodia italiana e rock si incontrano in un equilibrio sottile, quasi miracoloso.

L’origine del disco è lontana e concreta. Anile racconta che tutto è nato dalla pratica di un piccolo strumento ghanese, il thelevi (chiamato anche kashaka, asalato, asratoa), regalatogli nel 2009 da Bernhard Wagner dei Sonar. Due shaker legati da una cordicella, capaci di generare poliritmi complessi con il movimento delle mani. A un certo punto, Anile ha iniziato a “tradurre” quei ritmi in note musicali. Da quel gesto manuale, quasi artigianale, sono nate le trame ritmiche di “Minutiae”.

Il titolo dice già molto. Minuzie, dettagli, piccole cose che diventano grandi. La struttura dell’album si basa su nuclei ritmici minimali che si sviluppano in composizioni complesse, un approccio che richiama la tradizione di Steve Reich e del minimalismo americano. Ma Anile vi innesta un elemento che in quella corrente è spesso assente: la melodia. Il risultato è un suono personale, dove la precisione ritmica non è mai fine a se stessa, ma serve a far emergere linee melodiche di rara sensibilità.

Le collaborazioni che impreziosiscono il disco sono di altissimo livello: il contrabbasso di Keith Lowe (David Sylvian, Fiona Apple, Bill Frisell), la batteria di Agostino Marangolo (collaboratore tra gli altri di Pino Daniele e Napoli Centrale), e poi Stephan ThelenBernhard WagnerJon DurantSamuel HällkvistMichael Peters e Fabio Trentini. Musicisti che Anile ha incontrato lungo un percorso iniziato negli anni Novanta con gli esperimenti di live looping, proseguito nella Looper’s Delight Community e nel Chain-Tape Collective, e che oggi confluiscono in questo lavoro coeso e luminoso.

Alcuni brani hanno una storia lunga. “Dance”, ad esempio, era già stata realizzata con il Mannheimer Schlagwerk. “Shifting Trains”, in 11/8, ha generato la linea di basso di “Ladder to the Stars” di Stephan Thelen. Ma in “Minutiae” trovano la loro forma definitiva, cesellata con pazienza decennale. “Compás” rende omaggio al ritmo flamenco, “Foglie Morte” evoca paesaggi autunnali, “More Than 12” sfida le convenzioni metriche. C’è anche “Planet Nine (Orbits)”, che porta lo sguardo verso l’infinito, e una traccia fantasma di pochi secondi, quasi a ricordarci che il tempo si compone anche di silenzi.

“Minutiae” è un album che chiede attenzione, ma non per snobismo. È musica che premia chi si ferma ad ascoltare, chi accetta di essere portato dentro un flusso che si dilata e si contrae, chi sa riconoscere la bellezza nelle piccole cose. Perché a volte, come insegna Anile, è proprio dai dettagli più minuti che nascono le architetture più solide.

https://www.rarenoiserecords.com/artists/fabio-anile

https://www.facebook.com/fabioanilemusic

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