Genova, un’estate qualsiasi. Il porto brulica di navi, container, uomini che minacciano di interrompere il flusso di materiali e munizioni verso Israele. Poi, in pochi giorni, tutto tace. Il ciclo riprende, cinico e immobile, e chi aveva osato immaginare una crepa nel sistema si ritrova con un senso di dispersione più forte di prima. Roberto Casanovi parte da qui, da quell’istante in cui l’attenzione si dissolve e la realtà riprende il suo corso indifferente, per scrivere “Al centro di tutto” , il nuovo singolo in uscita il 24 aprile per tipo dischi. Non una canzone che racconta, ma che cerca. Cerca un centro che forse non esiste più.

Non è un caso che il punto di partenza sia un porto. I porti sono luoghi di passaggio, di merci e di idee, di chi parte e chi arriva. Sono il simbolo perfetto di un presente decentrato, dove tutto fluisce ma nulla si ferma, dove le notizie filtrano, si depositano per un attimo e poi spariscono sotto il peso di quelle successive. Casanovi le osserva, quelle notizie. E quando apprende del blocco del porto di Marsiglia, un pensiero fragile si fa strada: “Non è sempre tutto inutile” . È una frase minuscola, quasi fuori posto. Ma in quel momento, l’unione collettiva, anche solo immaginata, diventa una possibilità.
Musicalmente, il brano segna un’evoluzione. Il minimalismo voce e chitarra delle precedenti uscite cede il passo a un lo-fi rock dal respiro più ampio. C’è un’urgenza nuova, un sussurro che si fa graffio. Le dita sulla chitarra slittano come emozioni mai del tutto espresse, mentre la voce si muove tra smarrimento e un timido desiderio di farsi sentire tra la folla. Gli echi degli I Cani sono palpabili, ma anche la lezione di chi ha saputo raccontare il disagio senza mai spiegarlo del tutto.
La domanda che attraversa il brano è semplice e insieme impossibile: dove siamo veramente, quando tutto sembra spostarsi continuamente? Il contrario di perdere è trovare. E Casanovi cerca, con ostinazione, un punto che forse è irraggiungibile ma necessario da immaginare. Non una risposta, ma una direzione. Non una certezza, ma una responsabilità. Perché forse, in un mondo che ha smarrito il proprio centro, l’unico modo per non perdersi è continuare a chiedersi dove si è.
Il singolo anticipa l’EP “Al centro di tutto, lontano da tutto”, in uscita l’8 maggio, cinque brani per rimettere insieme i cocci di un’estate straniante e dei dubbi che, ormai, tengono in piedi i nostri giorni. Non ci resta che ascoltare, e forse, nel farlo, ritrovare quel punto fermo che credevamo perduto.
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