Ogni band ha un disco in cui finalmente smette di inseguire e comincia a essere. Quello in cui le ambizioni accumulate negli anni trovano una forma compiuta e tutto ciò che era sogno diventa suono. Per i finlandesi Ruoska, storica formazione industrial metal, quel disco si chiama “Kade”, uscito il 27 febbraio per Inverse Records. Dopo un lungo lavoro in studio, più travagliato del previsto, la band consegna un album che il cantante Patrik Mennander definisce senza mezzi termini come il raggiungimento dell’obiettivo originario.
La novità sta nell’approccio. Ruoska non è mai stata prigioniera di un genere solo, ma questa volta il passo è più deciso. Alcuni brani si spingono verso territori progressivi, ampliando il vocabolario sonoro del gruppo senza tradirne l’identità. Il marchio di fabbrica resta la voce di Mennander, inconfondibile, ma qui la sfrutta in tutta la sua gamma espressiva, esplorando registri e sfumature che prima restavano in ombra. La varietà dei risultati è frutto anche di un metodo: il disco è stato seguito in studio fin dalla fase compositiva, permettendo agli arrangiamenti di crescere insieme alle canzoni.

A dare spessore ulteriore ci pensano le orchestrazioni di Krzysztof Dobosiewicz, che aggiungono un alone epico senza mai sovrastare la materia grezza dell’industrial metal. E poi il tocco finale di Janne Saksa al mixer, capace di portare freschezza anche a brani già editi come la title track “Kade” e “Silti syntinen”. Durante le sessioni, racconta Mennander, ci sono state discussioni surreali su certe sonorità, se farle più Scooter o più David Guetta. Il che la dice lunga sulla libertà creativa con cui è stato affrontato il lavoro.
La formazione attuale – Mennander alla voce, Samuli Rimmi alla chitarra, Miika Kokkola al basso e Teemu Karppinen alla batteria – porta con sé background diversi, e questa eterogeneità si riversa nelle tracce. “Kettingit”, “Ohjenuora”, “Piruja” sono i focus track che danno la misura di un album denso, dove la potenza industriale si innesta su strutture più articolate e ambiziose.
Il risultato è un disco che non suona come un punto di arrivo, ma come una ripartenza su basi più solide. Quello che prima era un sogno, adesso è realtà. E per festeggiarlo, i Ruoska porteranno “Kade” in tour per la Finlandia nella primavera del 2026.
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