Vai al contenuto

Still Ruins: la penitenza come splendore

Ci sono ferite che non si rimarginano, si trasformano. Diventano atmosfera, colore, suono. Our Penance, l’ultimo singolo dei Still Ruins, parla esattamente di questo: della lenta, dolorosa alchimia che trasforma un addio in paesaggio sonoro. Non è un urlo, ma uno splendore freddo. Una gemma di sophisti-pop levigata fino a diventare uno specchio per le proprie ossessioni.

I tre californiani – Frankie Soto, Jose Medina, Cyrus VandenBerghe – respirano un’aria sospesa tra due epoche. Le chitarre brillano di un luccichio anni Ottanta, ma è un bagliore crepuscolare, filtrato dalla malinconia del dream-pop e dall’ombra del post-punk. La voce di Soto fluttua su questo tappeto con la compostezza di chi ha accettato la sconfitta, ma non l’oblio. «Ci incontreremo in un’altra vita», canta, e non suona come una speranza, ma come una certezza amara. È la rassegnazione che diventa elegia.

Il coraggio di Still Ruins sta proprio qui: nel rivendicare una certa maestosità emotiva, un lirismo ampio e senza ironia. Scolpiscono melodie che ti circondano, sintetizzatori che sono abissi, e ci parlano di cuori ingannati e di promesse spezzate con una sincerità che quasi spiazza, in un’epoca così cinica. Our Penance non vuole essere cool, vuole essere Bellezza, seppur vestita di nero. Proprio in questa essenza c’è tutto il peso di un’emozione non mediata, il lusso antico di soffermarsi su un dolore per farlo cristallizzare in arte.

Attorno a questo nucleo perfetto, ruota un universo di rimaneggiamenti. È come se la band lanciasse il proprio dolore in un prisma, osservandone i riflessi distorti in altri generi. Una prova di forza che mostra come una canzone solida possa resistere, e anzi fiorire, in contesti diversi.

Our Penance è un atto di fiducia. Nella potenza della melodia, nella profondità di un arrangiamento curato, nella capacità della musica di dar forma anche ai nostri fallimenti. Still Ruins non stanno rievocando un passato: stanno costruendo, con pazienza da orafi, un rifugio per le nostre anime in penitenza. Un posto dove la fine non è mai davvero la fine, ma solo l’inizio di un diverso, splendente risuonare. B.Giraldo

Web Links

https://www.facebook.com/stillruins/
https://x.com/stillruins
https://soundcloud.com/stillruins
https://stillruins.bandcamp.com/
https://www.instagram.com/stillruins
https://www.songkick.com/artists/10321001-still-ruins
https://www.tiktok.com/@stillruins