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Fabio D’Amore: dal Friuli alle Alpi, la musica come casa senza confini – L’intervista esclusiva

In un’epoca in cui la musica sembra sempre più liquida e smaterializzata, esistono ancora artigiani del suono che credono nella fisicità del fare, nella costruzione di spazi dove l’arte possa mettere radici. Fabio D’Amore è uno di questi. La sua storia è un viaggio che attraversa confini geografici e linguistici, senza mai perdere di vista l’essenza: la musica come linguaggio universale, capace di unire persone, culture e visioni diverse.

Originario di San Vito al Tagliamento, in Friuli, Fabio inizia a suonare all’età di quattro anni. La sua formazione musicale è un percorso che lo porta dal pianoforte alla chitarra, fino al basso elettrico, che diventerà il suo strumento principale. Cresciuto nelle band locali del Friuli, a quattordici anni scopre la passione per il progressive, un genere che segnerà profondamente il suo approccio alla musica. Nel 2004 entra nei Pathosray, progressive metal band friulana con cui incide due album internazionali. L’esperienza con i Pathosray rappresenta il trampolino di lancio verso una carriera che si farà sempre più internazionale.

Il salto definitivo avviene con l’ingresso nei Serenity, band symphonic power metal austriaca. Con loro Fabio si trasferisce in Austria e inizia un nuovo capitolo della sua vita. Non è solo un cambio di residenza, ma una trasformazione professionale. Dai Pathosray ai Serenity, Fabio si evolve da bassista a figura poliedrica: cantante, produttore, ingegnere del suono. L’Austria diventa non solo la sua casa, ma anche il luogo dove la sua visione artistica può espandersi senza confini.

È qui, nella suggestiva cornice della valle dell’Ötztal, tra le Alpi austriache, che Fabio D’Amore ha creato Synonym of Sound. Più che un semplice studio di registrazione, è una “casa per la tua musica, un mondo per la tua carriera”. Con oltre 160 metri quadri di spazi trattati acusticamente, cabine di registrazione isolate e una sala di controllo con attrezzatura all’avanguardia, lo studio è progettato per offrire un ambiente professionale senza rinunciare al calore di un luogo familiare. Uno spazio pensato esclusivamente da artisti per artisti, dove il comfort è una priorità assoluta.

Ma Synonym of Sound è molto più di una struttura fisica. È un ecosistema creativo, un team multidisciplinare che accompagna l’artista in ogni fase del percorso: dalla scrittura alla pre-produzione, dalla registrazione al missaggio e al mastering. Il team offre anche career guidance e artist mentoring, forte dei vent’anni di esperienza di Fabio nell’industria musicale. Insieme a Katja D’Amore, ha costruito una realtà che non si limita a registrare suoni, ma aiuta gli artisti a definire la propria identità, a orientarsi nel labirinto dell’industria musicale e a sviluppare una visione strategica per la propria carriera.

L’attenzione di Fabio per il lato umano della produzione è evidente anche nei progetti che segue. Uno degli ultimi lavori prodotti presso Synonym of Sound è il debutto dei RAKINUA, progetto dark folk/progressive che mescola le atmosfere rituali di Heilung e Wardruna con la profondità progressive di Opeth e Porcupine Tree. Prodotto da Fabio D’Amore, l’album “Esi Um Ninu – Heal Us, Mother” esplora il tema dei sacrifici nelle antiche Alpi, unendo ricerca archeologica, sensibilità estetica e l’evocativa potenza di una lingua dimenticata. La scelta di un progetto così ricco di suggestioni e significati profondi dice molto del suo approccio: non insegue la produzione standardizzata, ma cerca storie da raccontare e atmosfere da creare.

Durante l’intervista con BrioMediaGroup, Fabio ha raccontato che Synonym of Sound è nato proprio per colmare un vuoto: offrire agli artisti un punto di riferimento completo, dove non solo registrare ma anche crescere, confrontarsi e trovare le giuste connessioni. Ha parlato della differenza tra Italia e Austria, sottolineando come in Austria ci sia una maggiore attenzione all’aspetto organizzativo e alla pianificazione del lavoro, un approccio che ha imparato a apprezzare e che cerca di portare in ogni progetto. Ha anche accennato alla sua doppia natura: musicista e produttore, due anime che convivono e si nutrono a vicenda.

L’intervista video integrale è disponibile sul canale YouTube di BrioMediaGroup. Fabio D’Amore rappresenta un modello di artista contemporaneo che non si lascia rinchiudere in una sola definizione. È un musicista che suona, un produttore che ascolta, un imprenditore che crea spazi e opportunità. La sua storia insegna che i confini, geografici o artistici che siano, possono diventare ponti se si ha il coraggio di attraversarli. Dal Friuli alle Alpi, passando per il progressive e il symphonic metal fino alla produzione più sperimentale, Fabio D’Amore ha costruito una carriera che è un ponte tra mondi. E Synonym of Sound è la casa da cui quel ponte parte.

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Website: https://www.synonym-of-sound.art/
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