Il Midwest americano ha una geografia precisa, fatta di campi sconfinati, città operaie e una luce che a volte sembra non finire mai. I The House Flies vengono da Moline, Illinois, e portano quel paesaggio dentro la loro musica. Il secondo album, “Lions and Ore” , esce il 6 novembre per Wilhelm & Sons Entertainment Company. Noi lo abbiamo ascoltato in anteprima, e possiamo dire che segna un passo avanti nella loro evoluzione. Sette tracce che allungano le strutture, lasciano più spazio tra i momenti quieti e le esplosioni di chitarra, e costruiscono un’atmosfera che non ha bisogno di spiegazioni per funzionare.

Il disco danza lentamente. Non c’è fretta, non c’è urgenza di arrivare al punto. I brani sono cadenzati, giocano tra vuoto e pieno, alternano emozioni vorticose a stati di quasi immobilità emotiva. Il risultato è un flusso strano ma affascinante, come guardare uno sconosciuto che ti attira e allo stesso tempo ti incute timore. La sensazione è quella di essere trascinati in un racconto che non conosci, ma che ti riguarda. Le immagini ricorrenti – case, campi, calore, sonno, cose lasciate indietro – danno alle canzoni un’ambientazione condivisa senza fissarle a una singola storia. Ogni ascoltatore può trovare la propria.
La band – Alex Riggen (voce e chitarra), Burnie Eckhardt (chitarra), Ozzie Woods (basso) e Nick Pompou (batteria) – registra per la prima volta con questa formazione al completo. Il disco è stato inciso nel seminterrato di Riggen, mixato da Ross Mixes e masterizzato da Michael Briggs. Un approccio artigianale che si sente: il suono è diretto, ruvido quanto basta, mai levigato in modo artificiale. I due singoli già usciti, “Derelict Crawl” e “Lost Literature”, mostrano due facce complementari del disco: il primo mette in primo piano il peso e la ripetizione, il secondo ha una presa melodica più immediata. Un video con marionette fatte a mano accompagna “Lost Literature”, aggiungendo un ulteriore strato visivo a un progetto che non teme di mescolare linguaggi.
Per chi ama il post-punk e il goth delle origini, ma anche il shoegaze e il rock alternativo più pesante, “Lions and Ore” è un ascolto che merita tempo. Non è un disco da mettere in sottofondo. È un disco da abitare, lasciando che le sue atmosfere si depositino lentamente. E quando meno te lo aspetti, ti accorgi che ti ha preso tutto. Il release show è fissato per il 6 novembre al Raccoon Motel di Davenport, Iowa, con King of the Weirdos, Strange News e Halfloves. Una serata per celebrare un album che parla di case, campi e tutto ciò che resta. Anche quando sembra non restare nulla.
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