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PeligoS TriP – “ColourS”: un bicchiere di vino rosso strutturato (da ascoltare, non da bere)

A metà tra l’ambient e il trip-hop, con venature jazzate che affiorano come bolle in un calice appena versato. L’album “ColourS” di PeligoS TriP si presenta come un vino rosso molto strutturato, pieno di sfumature che si alternano nel palato – o meglio, nelle cuffie. Alcuni input arrivano subito, altri – forse quelli più preziosi – emergono dopo un po’, dopo aver deglutito il primo sorso. Inizialmente, l’ascolto dona una sensazione di sospensione, un’aria rarefatta come quando si sale di quota. Ma dopo averlo ascoltato un po’ di volte, emergono strati di nuvole: alcune candide come la neve, altre più pronte a una pioggia che, comunque, andrà a bagnare l’ascolto.

PeligoS TriP è un progetto londinese che riflette la ricca e variegata scena musicale della capitale. L’artista, che scrive e arrangia i brani, suona le chitarre e sceglie i suoni, ha costruito l’album intorno a una collaborazione con due cantanti incontrati attraverso la scena musicale londinese, una rete di musicisti che ha dato vita a un lavoro che supera i confini di genere. Il risultato è un disco che mescola chitarre ambientali, armonie vocali curate e una produzione che non ha paura di spaziare. Le tracce sono state scritte e arrangiate in tre luoghi significativi – Londra, Brighton e Vancouver – e ognuno di questi posti ha lasciato il segno nell’emotività del disco, come un’ impronta geografica che si fonde con la dimensione personale dei testi.

La caratteristica più distintiva di “ColourS” è l’uso innovativo dei pedali per chitarra, che crea un’atmosfera sonora insolita, quasi eterea, che si sposa perfettamente con le melodie vocali e le armonie. È un suono che avvolge senza soffocare, che accompagna senza invadere. Le canzoni sono profondamente personali, nate da momenti di vita dell’artista, e affrontano temi con cui molti possono identificarsi. Non c’è ricerca di un suono preconfezionato: c’è il desiderio di raccontare, di condividere, di creare un ponte tra l’intimo e l’universale.

L’album è al suo apice con “Purgatory” , il brano preferito di chi scrive, perfetto per la chiusura di questo immaginario brindisi, dopo aver svuotato e goduto dell’intero calice. È il momento in cui il viaggio sonoro si completa, le nuvole si diradano e resta il sapore di qualcosa di autentico. “ColourS” è un album che invita ad ascoltare con calma, a lasciarsi trasportare, a riscoprire il piacere di un ascolto che non cerca la gratificazione immediata, ma la profondità dell’esperienza.

https://open.spotify.com/artist/4vrCaaa4U6AI2YjySJjXHT
https://soundcloud.com/user-956828181
https://www.youtube.com/channel/UCGo3L467f4si9X0aFQG-NKQ

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