Vai al contenuto

Paolo Tarsi – “Unnatural Self”: un respiro musicale che destruttura l’irreale.

C’è stato un momento, tra il 2020 e il 2021, in cui il respiro è diventato un problema. Non solo medico. Politico. Sociale. Esistenziale. Le immagini di George Floyd che diceva “I can’t breathe” mentre un agente gli premeva un ginocchio sul collo si sono sovrapposte alle mascherine, ai lockdown, all’aria che sembrava mancare anche quando le strade erano vuote. Paolo Tarsi, musicista pesarese con una lunga storia di sperimentazione alle spalle, ha trasformato quella soffocante sovrapposizione in un album. “Unnatural Self” , in uscita per Anitya Records, è il suo lavoro più diretto e insieme più stratificato: tracce di rock elettronico che oscillano tra synth-pop, new wave e avant-garde, con un filo rosso che lega sviluppo tecnologico, fragilità della natura, follia della guerra e salvaguardia dell’ambiente.

Il disco nasce come naturale conseguenza del precedente EP “I Can’t Breathe” (che vedeva la partecipazione di Percy Jones dei Brand X). Dopo aver raccontato il dramma delle morti afroamericane e le costrizioni pandemiche, Tarsi ha sentito il bisogno di ampliare il messaggio. Ha iniziato a scrivere personalmente i testi – in inglese – per mettere a fuoco la realtà che lo circondava. Il risultato è un album che non si nasconde dietro l’astrazione. Parla di tecnocrazia disumanizzante (“Perfect Machine World”), di alienazione (“I, Human”), di fragilità (“Unfinished People”), di una spiritualità domestica e ritrovata (“Spiritual Home”). Lo fa con un linguaggio che a tratti è viscerale e scuro, a tratti leggero e quasi etereo.

E lo fa circondandosi di collaboratori d’eccezione. La lista dei nomi è da brividi: Blaine L. Reininger (Tuxedomoon) canta in un brano e suona il violino; John Helliwell (Pink Floyd, Supertramp) soffia nei fiati; Malcolm Holmes (OMD) aggiunge texture elettroniche. E poi Andy Wickett (primo cantante dei Duran Duran), Steve Hovington (B-Movie), Andrew EvansEugeneMarc Lewis. Sei voci diverse per sei interpretazioni che si alternano come maschere di una stessa inquietudine.

Ma la ricchezza di “Unnatural Self” non è solo nei featuring. L’album è stato registrato in luoghi disparati – Anitya Studio a Pesaro, Bass Line Audio a Manchester, Panic Button Studios a Londra, Banana Studios a Milano, un appartamento nel sud di Berlino – e mixato con una cura maniacale per i dettagli. Il sound è compatto e spontaneo insieme, un amalgama che recupera la solidità sonora del primo album “Furniture Music for New Primitives” (Cramps) e l’incisività elettronica del secondo “A Perfect Cut in the Vacuum” (Anitya Records). Il risultato è un disco che si fa ascoltare dall’inizio alla fine, senza momenti di cedimento.

E c’è anche un’edizione deluxe in vinile (300 copie limitate) con un CD bonus di remix firmati da nomi pesantissimi: Steve Lyon (Depeche Mode, The Cure), Fernando Abrantes (ex Kraftwerk), MoReVoX (Martin Gore, Paul McCartney), oltre a versioni alternative con Kenny Hyslop (Simple Minds, Midge Ure) e Andrea Tich. Nel vinile originale suonano musicisti come Livio Magnini (Bluvertigo), Franco Caforio (Litfiba), Alessandro Gerbi (C.S.I., Diaframma), Fulvio Muzio (Decibel), Chris Haskett (David Bowie, Rollins Band, Tool). Una costellazione di talenti che ruota attorno alla visione di Tarsi.

“Unnatural Self” non è un disco che cerca di piacere a tutti. È un disco che racconta l’asfissia contemporanea – quella dei polmoni, ma anche quella dell’anima – e lo fa con un’eleganza tagliente, un’urgenza che non si trasforma mai in urlato, una consapevolezza che non cede alla disperazione. Forse perché, come suggerisce il titolo, il “sé innaturale” che abbiamo costruito può ancora essere decostruito. Basta trovare il coraggio di respirare a fondo.

Info:

FB: https://www.facebook.com/PaoloTarsiOfficial
IG: https://www.instagram.com/alisnontarsis/

SFOGLIA GRATUITAMENTE BRIOMAGAZINE IL NOSTRO MENSILE ONLINE PIENO DI NOTIZIE DAL MONDO UNDERGROUND: https://www.magcloud.com/browse/magazine/3163084
Puoi sostenerci acquistando la copia di BrioMagazine in pdf al costo di solo 1$

Prima di andare via segui la nostra playlist spotify e iscriviti alla newsletter per rimanere in costante aggiornamento sulle news giornaliere di BrioMediaGroup: per te è gratis ma per noi fa la differenza e ci aiuta a crescere!
Segui il canale BrioMediaGroup su WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029Vb7WbpT8aKvAq24uyt2x
Per segnalazioni e comunicati stampa: brioradioweb@gmail.com

🎵 Esplora il sito: scopri nuova musica ESPLORA →