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Motihari Brigade – “Problematic”: rock ‘n’ roll pensiero per menti indipendenti

Essere problematici, in un’epoca che premia la docilità e la conformità, è forse l’unico atto di resistenza che ci rimane. I Motihari Brigade lo sanno bene. Il loro nuovo album “Problematic” , uscito il 25 giugno (compleanno di George Orwell), mescola groove rock contagioso, ironia tagliente e una profondità filosofica che non si vede tutti i giorni. Lo fa con un equilibrio raro: arrangiamento, composizione, struttura, messaggio, groove, fruibilità. Tutto al suo posto. Come se dietro la superficie piacevole si nascondesse un lavoro immane, e nemmeno troppo celato.

Il sound pesca da StrokesJetKula Shaker e compagnia, ma li mescola con una cultura filosofica che affonda in Orwell, Huxley e Socrate e li conduce in anfratti funk, reggae, soul. Il risultato è un disco pieno di groove, piacevole all’ascolto ma ricco di significati. I testi sono a tratti ironici, a tratti schietti, e affrontano temi come la propaganda di massa, la censura, l’intelligenza artificiale e il militarismo, sullo sfondo di una generazione distratta da schermi e ballerini di TikTok. Non c’è predica, ma c’è coscienza. Non c’è moralismo, ma c’è pensiero.

L’album alterna momenti di pura potenza sonora a riflessioni più rarefatte, costruendo un arco narrativo che parte dalla denuncia e approda a una sorta di meditazione spaziale. C’è spazio per domande scomode su dove stiamo andando ora che la società è diventata un culto, per esplorazioni socratiche in chiave rock, per il ciclo devastante della guerra e del suo trauma. E non manca una riflessione sulla prigione più subdola: quella del comfort, lì nel nostro smartphone. Il tutto condito da una verve che non è mai ostentazione, ma che serve a rendere più digeribile il peso del messaggio. Monumentalmente ironica la voce da “assistente virtuale” sul brano “Chatbox Don’t Like it” che dice “Press 1 to fuck off – Press 2 to drop dead….” tutto perfettamente in groove. Questo rende l’idea forse meglio di tante parole sulla genialità di questo progetto.

Motihari Brigade è il progetto di Eric Winston (chitarra, voce, songwriting), che ha scelto di chiamare la band così in onore dello spirito animale di Orwell. Il disco è stato registrato da esseri umani in carne e ossa, con organi interni veri, come tiene a sottolineare il comunicato. Un dettaglio che dice tutto: in un’epoca di produzione digitale e algoritmi, loro hanno scelto la strada opposta. Carne, sangue, sudore. E domande.

“Problematic” è un disco che chiede di essere ascoltato shakerando testa, gambe, mente e cuore. Perché il rock, quando è vero, non è mai solo intrattenimento. È pensiero. Un gran lavoro dei Motihari Brigade. E grazie per averci ricordato che le domande sono più importanti delle risposte.

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